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1997 - Assisi1997: altro terremoto. Questa volta siamo in Umbria, una terra dolce che dà serenità; tra le località più colpite c’è Assisi con la basilica di San Francesco. In Gigi, che per quella parte del mondo ha una predilezione particolare e nutre un forte sentimento di affetto, sorge quasi spontanea l’idea di dare al presepio un tema, qualcosa che faccia pensare - e anche reagire - in questi momenti in cui la povera gente è inerme e incapace di difendersi dalla natura o da altre cause che infieriscono su di essa. È un lavoro enorme, che necessita di un progetto, un disegno del lavoro da compiere. Gigi era stato ad Assisi nel 1994 e con la sua fidata macchina fotografica, come è sua consuetudine, aveva immortalato, oltre ai paesaggi, anche molti particolari che si riveleranno molto importanti nella realizzazione del presepio, soprattutto quelli riguardanti la basilica di San Francesco, soggetto principale del suo progetto. La basilica inizia a prendere forma piano piano. Il campanile raggiunge i 135 centimetri di altezza, la basilica i 70 centimetri oltre alla scala e al terrapieno. Il rosone, le finestre, le porte e i vari abellimenti vengono realizzati in depron, un materiale molto dutile e leggero, simile al polistirolo, ma più consistente, che permette anche di essere scolpito e di costruire piccoli e sottili particolari. Attorno al rosone ci sono i quattro evangelisti, tutti scolpiti nel polistirolo, e sulla sommità della basilica una croce abbastanza complessa, come quella sul campanile sopra la quale una bandiera segna la direzione del vento. Viene realizzato anche il timpano est gravemente danneggiato dal terremoto e perciò imbragato con una rete molto fitta di tubi innocenti per impedire un eventuale crollo. Le luci danno un tocco quasi irreale: la luce del neon blu, posta all’interno della basilica, che esce dalla chiesa contrasta con i colori più caldi dell’esterno. Le statue usate sono quelle da 30 centimetri. Questo è il presepio che più sta a cuore a Gigi, anche perchè è stato una testimonianza di solidarietà con quella gente che, in pochissimi attimi, ha perduto tutto: casa, lavoro, famigliari, serenità e sicurezza. |
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