1995 - Il Muro del Pianto

Dopo il pellegrinaggio in terra santa dell’agosto 1995, l’idea di costruire il muro del pianto “kotel” di Gerusalemme è forte.

Documentandosi con le sue stesse diapositive e qualche cartolina del luogo, riesce a riprodurlo abbastanza fedelmente assieme alla cupola della moschea di Omar, detta anche moschea della roccia, perchè al suo interno c’é una roccia dove, secondo la tradizione mussulmana, il patriarca Abramo doveva immolare il figlio Isacco.

In questo presepio, quasi inconsciamente, raggruppa tre elementi importantissimi per le tre religioni monoteiste: il presepio per i cattolici, il muro del pianto per gli ebrei e la moschea di Omar per i musulmani.

Alla sinistra del muro si vedeva un’apertura che nella realtà porta ad una grande sala dove si trovano i resti del ponte di Wilson, dal nome del suo scopritore: esso collegava la spianata del tempio con la collinetta di fronte. Sulla parete adiacente, ortogonale alla precedente, incomincia il muro vero e proprio, lungo 135 centimetri e alto 100, il tutto sormontato centralmente da alberi, sempre in polistirolo, e più dietro sulla sinistra dalla cupola dorata della moschea di Omar.

Era importante, per un fatto di estetica, dare al muro la fisionomia che il tempo e gli elementi naturali hanno dato alle sue colossali pietre, tra le quali si distinguono per l’accurata bordura quelle poste in opera al tempo di re Salomone, primo tempio.

In questo presepio vengono usate le statue da 20 centimetri .

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